{"id":1781,"date":"2026-08-24T09:36:00","date_gmt":"2026-08-24T08:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eikasia.it\/?p=1781"},"modified":"2026-08-24T09:36:09","modified_gmt":"2026-08-24T08:36:09","slug":"ipocrisia-musicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eikasia.it\/index.php\/2026\/08\/24\/ipocrisia-musicale\/","title":{"rendered":"Ipocrisia musicale"},"content":{"rendered":"\n<p>A cura di Zar@<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima moda sono i musicisti e cantanti professionisti, dalla carriera longeva e costellata di successi, che si esprimono in maniera ecumenica sull&#8217;evoluzione del mercato musicale. <\/p>\n\n\n\n<p>La trap? Non \u00e8 brutta, elementare, di scarsa qualit\u00e0, ma solo diversa, espressione delle periferie e della societ\u00e0 attuale. <\/p>\n\n\n\n<p>La restante musica? Non \u00e8 pi\u00f9 commerciale di quella dei decenni precedenti, pi\u00f9 banale dal punto di vista dei temi e dei testi, elementare, da et\u00e0 delle pietra, da quello musicale. \u00c8 una questione generazionale! Stili e generi vanno e vengono, le generazioni precedenti non la capiscono. Prima c&#8217;era la chitarra, adesso il pc. Tutto come sempre e tanto snobbismo boomer.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi lo dice, inoltre, che la Classica o il Jazz sono musica di qualit\u00e0 e il Pop solo musica accessibile a tutti, in altre parole di serie b, per un pubblico ignorante? Che se tutto va bene, tale pubblico va verso i cantautori italiani, i miti del Rock o del Pop internazionale, insomma verso il passato, verso la musica strumentale e le parole scritte di proprio pugno, non con l&#8217;AI? Mentre, se tutto va male, beh, lo sapete, basta accendere la radio o fare un giro su qualche piattaforma. Chi la pensa cos\u00ec \u00e8 snob o retrogrado, presuntuoso, magari invidioso del successo altrui. Non capisce che siamo tutti diversi e unici, ognuno con un proprio gusto indiscutibile, tutti sullo stesso piano perch\u00e8 uno vale uno sempre. Bisogna avere rispetto del gusto altrui, non \u00e8 vero che siamo manipolati dalle case discografiche, dalla pibblicit\u00e0, dal mercato di cui siamo parte. Chi lo pensa subisce una manipolazione uguale e contraria. Nessuno, nemmeno Bach in persona, ha il diritto di giudicare il gusto altrui, l&#8217;altrui musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Una moda patetica, diciamolo. L&#8217;ipocrisia ad essa sottesa \u00e8 lampante e non richiede alcun approfondimento. Nessun musicista pu\u00f2 davvero pensarla cos\u00ec, discorso chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne aprirei un altro sulle contraddizioni implicate da queste teorie passeggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi decide cosa dobbiamo ascoltare, cosa ci piace, cosa \u00e8 musica di qualit\u00e0 e cosa non lo \u00e8? L&#8217;accademia? Il successo? Loro? Noi? E per noi intendiamo la massa o il singolo?<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tutti diversi e unici, si dice. Talmente diversi e unici che ascoltiamo le stesse cose. Di qui la dedinizione di Pop. <\/p>\n\n\n\n<p>La questione \u00e8 semplice: o\u00a0 abbiamo dei tratti in comune o quelle canzoni sono oggettivamente meno complesse e pi\u00f9 accessibili,\u00a0 pi\u00f9 adatte alla massa, a tutti, che \u00e8 come dire che non siamo poi cos\u00ec diversi e unici&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura musicale di un brano non \u00e8 un fattore soggettivo, essendo matematica pura. La difficolt\u00e0 di eseguire una scala o un&#8217;altra, si pu\u00f2 stabilire a priori e il talento assoluto \u00e8 la rara eccezione che conferma la regola.<\/p>\n\n\n\n<p>Che l&#8217;intero universo si basi su un proncipio di risparmio e l&#8217;essere umano, chi pi\u00f9 chi meno, fugga la complessit\u00e0 e cerchi una scorciatoia, \u00e8 fisica e antropologia di base.<\/p>\n\n\n\n<p>Dostoevskij \u00e8 uno scrittore eccelso. Chi fugge alla vista di un libro e si sente male se supera le 20 pagine, esiste e rientra in quella massa che fa media e non inficia la qualit\u00e0 letteraria superiore dello scrittore russo, n\u00e9 rende Fabio\u00a0Volo superiore a quest&#8217;ultimo o un suo pari.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale anche per chi fugge Beethoven per Elettra Lamborghini. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosa vi rende cos\u00ec deboli di fronte alla verit\u00e0 nuda e cruda? Alla contraddizione palese? Il politicamente corretto? La paura di invecchiare? La paura di non essere selezionati da una casa discografica che in ogni caso non vi selezioner\u00e0 mai? Il conformismo dell&#8217;anticonformismo? <\/p>\n\n\n\n<p>Sapere aude! Osate dire pubblicamente ci\u00f2 che pensate davvero. Non ci crede nessuno che pensiate quanto orgogliosamente fingete di pensare. La verit\u00e0 richiede coraggio. <\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che c&#8217;\u00e8 buona e cattiva musica. Certa misica costa meno e rende tanto. E poi tra il pubblico c&#8217;\u00e8\u00a0 chi ha studiato e chi no. C&#8217;\u00e8 chi ha gusto e chi no, chi arriva in alto e chi no. <\/p>\n\n\n\n<p>Le differenze vere sono queste. Lo saranno sempre. Non significa essere persone migliori, ma neppure peggiori. Cos\u00ec \u00e8 la vita. C&#8217;\u00e8 chi sfrutta questo dato di fatto. <\/p>\n\n\n\n<p>Si fa un torto all&#8217;arte con questa celebrazione del banale, che riempie le tasche di alcuni e svuota la mente e l&#8217;anima di tanti, specie se avallata dagli addetti ai lavori che vedono bene quanto accade, ma non hanno il coraggio di opporsi.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Zar@ L&#8217;ultima moda sono i musicisti e cantanti professionisti, dalla carriera longeva e costellata di successi, che si esprimono in maniera ecumenica sull&#8217;evoluzione del mercato musicale. La trap? 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