{"id":402,"date":"2019-03-20T16:24:33","date_gmt":"2019-03-20T15:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eikasia.it\/?p=402"},"modified":"2019-05-14T05:37:35","modified_gmt":"2019-05-14T04:37:35","slug":"intervista-oliviero-malaspina-il-cantautore-poeta-e-scrittore-che-collaboro-con-fabrizio-de-andre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eikasia.it\/index.php\/2019\/03\/20\/intervista-oliviero-malaspina-il-cantautore-poeta-e-scrittore-che-collaboro-con-fabrizio-de-andre\/","title":{"rendered":"INTERVISTA\/ Oliviero Malaspina, il cantautore, poeta e scrittore che collabor\u00f2 con Fabrizio De Andr\u00e9."},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align:right\">A cura di Pasqualina Traccis<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap has-medium-font-size\">Lo spazio interviste di Eikasia oggi \u00e8 dedicato al&nbsp;<strong>cantautore, scrittore e poeta Oliviero Malaspina<\/strong>. Pavese per nascita e cosmopolita per scelta di vita, Malaspina \u00e8 un artista eclettico, originalissimo e pluripremiato che ha alle spalle anche una lunga e felice<strong> collaborazione con il grande Fabrizio De Andr\u00e9 <\/strong>e il talentuoso figlio Cristiano. La sua carriera musicale e letteraria \u00e8 iniziata negli anni Ottanta dopo la laurea in Lettere. Negli anni ha pubblicato cinque album, due raccolte di racconti, due raccolte di poesie e alcuni saggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019album<strong>&nbsp;<\/strong><em><strong>Malaspina<\/strong> <\/em>del 2014 e la raccolta di racconti <em><strong>La prossima volta saremo felici&nbsp;<\/strong><\/em>sono stati gli ultimi lavori pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1920\" src=\"https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-403\" srcset=\"https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438.jpg 1920w, https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/incollage_20190312_2038360442666433112919132438-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A costo di sembrare poco originali, partiamo subito con una domanda sulla tua collaborazione con il grande Fabrizio De Andr\u00e9. Quando \u00e8 iniziata e come si \u00e8 svolta?<\/h3>\n\n\n\n<p><em>La mia storia con Fabrizio inizia, non benissimo, al Teatro Smeraldo di Milano, nel 1992. Un\u2019ora prima del concerto mi presento con la tesi di laurea di un amico, lui era come sempre molto teso e gi\u00e0 proiettato verso il palco, dunque non ha dato molta importanza alla cosa, mi ha rivolto giusto due o tre domande di rito e si \u00e8 tenuto l\u2019elaborato. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Il rapporto vero \u00e8 iniziato nel 1994, dopo la scrittura di \u201cNotti di Genova\u201d con Cristiano, il quale gli diede da leggere la mia raccolta di poesie \u201cVivere davanti alla luna fredda\u201d. Mentre rientravo in auto da Milano nell\u2019Oltrepo Pavese, mi arriv\u00f2 una telefonata di Cristiano. Io pensai che ci fossero problemi con la canzone, ma lui mi disse: \u201cti passo un amico\u201d. L\u2019amico in questione era Fabrizio, il quale mi disse: \u201cscrivi molto bene, devi essere una persona interessante e colta, mi piacerebbe conoscerti. Puoi venire dopodomani a casa mia per le 15: 30?\u201d Ho sbandato con l\u2019auto per l\u2019emozione! Ci siamo visti dopo due notti insonni e sono bastati pochi minuti perch\u00e9 mi sembrasse di conoscerlo da sempre. Fin da bambino ascoltavo Faber tramite i dischi di mia madre e mio padre, la sua voce mi trasmetteva sempre una grande emozione anche se non potevo capirne il contenuto. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Dopo quell\u2019incontro non ci siamo pi\u00f9 lasciati. Mi aveva fatto un contratto triennale in esclusiva, voleva coinvolgermi nel progetto \u201cAnime salve\u201d dopo la separazione da Fossati e abbiamo iniziato a pensare ai \u201cNotturni\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Avrebbe inoltre dovuto produrre il mio disco \u201cBenvenuti mostri\u201d, cosa che purtroppo non avvenne, ma lavor\u00f2 ad alcuni testi che conservo in una cassetta di sicurezza insieme ai \u201cNotturni\u201d. Avevamo in mente anche di scrivere un dizionario dell\u2019ingiuria e un romanzo. Nel 1998 ho fatto da opener durante il suo ultimo tour e abbiamo lavorato ai Notturni fino alla sua morte, come si evince dal libro di Guido Harari \u201cFabrizio De Andr\u00e9. Una goccia di splendore\u201d. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Fabrizio era un rivoluzionario, pi\u00f9 volte aveva innescato un cambiamento di paradigma nella storia della canzone d\u2019autore italiana. La prima volta lo aveva fatto collaborando con un gruppo rock come la PFM, la seconda con l\u2019album in dialetto genovese Cr\u00eauza de m\u00e4 e infine intendeva farlo con i Notturni. In questo caso parliamo di quattro suite di 20 minuti ciascuna, con un cambio di scrittura rispetto al passato, niente rime baciate, solo assonanze, allitterazioni e rime al mezzo. Noi e i musicisti che avrebbero dovuto comporre le musiche avevamo tutti dei libri di riferimento. Purtroppo a causa della sua morte l\u2019opera \u00e8 rimasta incompiuta e inedita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tu eri molto pi\u00f9 giovane di Faber, tuttavia mi pare di capire che avevate una bella intesa.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>S\u00ec, ci intendevamo alla perfezione, anche perch\u00e9 avevamo gli stessi gusti letterari. Antonio Lobo Antunes, per esempio, lo abbiamo scoperto insieme. Poi queste cose sono una questione di feeling che pu\u00f2 nascere o meno tra due persone. Tra l\u2019altro il nostro rapporto \u00e8 nato nel periodo in cui si era disintossicato dall\u2019alcool e dunque ho conosciuto un Fabrizio sereno, lucido e deciso, con molte idee e ben chiare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Con lui avevo un rapporto molto libero e tranquillo, senza grandi discussioni. Mi rimprover\u00f2 una sola volta, durante il tour, perch\u00e9 dopo la mia esibizione ringraziavo sempre il pubblico dicendo: \u201cgrazie, siete molto gentili\u201d. Mi disse che quel \u201cmolto gentili\u201d era di troppo. Mi fece notare che noi  regalavamo poesia, bella musica ed emozioni al pubblico e dunque sarebbe stato sufficiente un grazie. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Racconto sempre anche l\u2019episodio del gioco manageriale di calcio che mi aveva assorbito completamente e che mi faceva continuamente rimandare una telefonata di lavoro con lui. In un momento clou del gioco di simulazione, gli dissi: \u201cnon posso stare al telefono perch\u00e9 sto fallendo con l\u2019Empoli e buttai gi\u00f9 la telefonata\u201d. Si spavent\u00f2 moltissimo, mi richiam\u00f2 subito e con grande generosit\u00e0 si offr\u00ec di aiutarmi. Quando cap\u00ec che si trattava solo di un gioco me ne disse di tutti i colori e mi obblig\u00f2 a venderlo. Io e Faber ci siamo frequentati fino all\u2019ultimo ricovero, dal momento che lui continuava a lavorare nonostante la malattia, senza mai perdere a sua ironia. La sua fragilit\u00e0 si esprimeva pi\u00f9 che altro nel timore del giudizio del pubblico, ma per il resto era una roccia. Il mio ricordo di Fabrizio \u00e8, anche per questo, indelebile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Poesia, letteratura e musica: gli antichi greci le riassumevano con il termine <em>mousik\u00e9<\/em> (\u201carti ispirate dalle Muse\u201d), a voler stabilire un legame stretto tra loro. Questo concetto sembra particolarmente appropriato quando si ascolta o si legge Oliviero Malaspina. Cosa ne pensi?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Io credo che voler definire \u201cpoeti\u201d cantautori come Fabrizio De Andr\u00e9 e come tanti altri sia un errore. La poesia \u00e8 un\u2019altra cosa, ha altri schemi, un\u2019altra musicalit\u00e0 intrinseca e il processo di creazione \u00e8 diverso. A meno che non si voglia dire che ci sono dei testi di Guccini, di Vecchioni o di Zenobi &#8211; solo per fare alcuni esempi &#8211; che sono pi\u00f9 poetici ed emozionali di tanta poesia, cosiddetta sperimentale, che spesso lascia il tempo che trova.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>In ogni caso io credo nel principio dei vasi comunicanti, nel senso che il background letterario personale finisce sempre per emergere e per intersecarsi con la struttura musicale che viene scritta prima o dopo il testo, a seconda dei casi. Il fatto che sia pi\u00f9 difficile musicare un testo la dice lunga. Ci sono testi poetici che non sono musicabili in quanto hanno gi\u00e0 una musicalit\u00e0 intrinseca. In caso contrario si farebbe incetta di Pavese o dei testi di tanti grandi poeti. Pertanto in genere si usa recitare i testi poetici con l\u2019accompagnamento di un pianoforte. Io ho scritto due raccolte di poesie e ho l\u2019onore di esser presente nell\u2019Antologia del Festival Internazionale di Poesia di Genova.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mi pare di capire &#8211; parafrasando Francesco Guccini &#8211; che a canzoni non si possa far poesia. Ma si possono fare rivoluzioni? Alcune delle tue canzoni lanciano messaggi forti e diretti. Sono provocazioni, l\u2019espressione di uno stato d\u2019animo o il tentativo di indurre una riflessione critica sul presente?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Credo che Francesco Guccini sia stato lungimirante e molto realista. A canzoni non si fa poesia e non si fanno rivoluzioni. Le canzoni forse possono rivoluzionare l\u2019animo, il pensiero di una o pi\u00f9 persone, ma se non si passa dall\u2019idea all\u2019azione non pu\u00f2 fare nessuna rivoluzione. Il messaggio e l\u2019emozione restano confinate nell\u2019ambito soggettivo e non portano alcun cambiamento nel mondo esterno. Penso che sia stato lungimirante anche nel dire che i cantautori (termine discutibile anche questo) debbano \u201ccostruire su macerie&#8221; e mantenersi vivi, dato che non \u00e8 pi\u00f9 periodo per questo genere musicale che \u00e8 stato letteralmente spazzato via in seguito ai cambiamenti economico-sociali e culturali degli ultimi decenni e tuttora in <\/em>corso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ti senti un artista di nicchia?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\n<em>Mi\nhanno fatto diventare di nicchia. La nicchia esiste per la comodit\u00e0\ndi chi non vuole o non riesce a investire su di te. Credo di avere un\nlinguaggio abbastanza alto e non per tutti, ma di avere anche dei\nbrani e delle melodie che possono arrivare a chiunque, in questo\nsenso sono \u201cdeandreiano\u201d. Se si prende un qualsiasi disco di\nFabrizio, il quale  ha un linguaggio alto e abbastanza difficile, si\ntrovano sempre almeno due o tre brani che arrivano alla massa, con la\ngiusta promozione ovviamente. Nei miei album, senza la giusta\npromozione, ci sono sempre due o tre brani che sono orecchiabili e\nlinguisticamente accessibilissimi. Dell\u2019album \u201cMalaspina\u201d posso\ncitare \u201cLa strada\u201d, cantata con Roberta di Lorenzo, \u201cVita\nancora viva\u201d o \u201cQuasi tutti\u201d che \u00e8 una sorta di preghiera\nlaica che ha un ritmo quasi dance. <\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Credi che la scelta &#8211; di mercato &#8211; di non investire sulla canzone d\u2019autore e sulla musica di un certo livello sia legata in qualche modo al generale appiattimento culturale della societ\u00e0 italiana degli ultimi decenni?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\n<em>Di\nsicuro da decenni in Italia non si investe abbastanza in cultura.\nRicordo il mio primo incontro con Mauro Pagani, che risale al 1980,\nil quale mi disse: \u201cscrivi delle cose bellissime, peccato che\nquesti siano gli anni Ottanta\u201d. Poi sono arrivati gli anni Novanta\ne cos\u00ec via fino ad oggi. Non a caso le statistiche &#8211; che per una\nvolta stanno in piedi \u2013 non ci collocano molto in alto a livello\nculturale in Europa e nel mondo. Basti pensare anche allo spazio che\ni media riservano al gossip o al post di questo o quel personaggio\nfamoso rispetto a quello concesso all\u2019arte, alla musica e alla\nletteratura. Non si d\u00e0 abbastanza spazio alle nuove opere pubblicate\nin generale in ambito culturale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tuttavia la musica in TV e in generale sui <em>media <\/em>\u00e8 presente e molto seguita dai giovani e dalle persone di tutte le fasce d\u2019et\u00e0\u2026<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Laddove in TV viene creato uno spazio per la musica si tratta di Sanremo e di competizioni ad esso legate o dei vari baracconi in cui i protagonisti non sono mai i cantanti. In generale in questi programmisi assiste allo scempio della musica. Chiunque \u00e8 in grado di gridare per 50 secondi in un microfono, come succede nei Talent. Questi ragazzi hanno meno di un minuto per esibirsi e poi dietro spesso c\u2019\u00e8 il nulla. Si manda in onda la classica pre-intervista in cui si dice \u201cio sono nato per fare questo\u201d, ma poi bisogna vedere come realmente si gestisce la voce in un intero disco e soprattutto cosa c\u2019\u00e8 dentro. Spesso l\u2019impatto con la realt\u00e0 per coloro che partecipano a queste competizioni canore \u00e8 devastante e la durata media della loro fama \u00e8 molto breve. <\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Passando dalla musica alla scrittura, Proust diceva che \u201cogni lettore, quando legge, legge se stesso\u201d. Pensi che si possa dire lo stesso di uno scrittore? Quanto ti raccontano le tue opere? A te stesso. Agli altri.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\n<em>In\nlinea di principio sono d\u2019accordo con il maestro Proust. Tuttavia\ncome Umberto Eco penso che un\u2019opera letteraria sia sempre aperta,\nnon solo per il lettore ma anche per lo scrittore, il quale ha sempre\nla tentazione di modificarli o di trasformarli proprio per la\nscoperta di un altro lato di s\u00e9 che si aggiunge a ci\u00f2 che \u00e8 stato\nscritto e, in un certo senso, fissato in un momento precedente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel 2014 \u00e8 uscito il tuo ultimo album <em>Malaspina<\/em>. Nel 2017 \u00e8 stata pubblicata la raccolta di racconti <em>La prossima volta saremo felici<\/em>. Possiamo dire che sono l\u2019album e il libro degli ultimi?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Sicuramente s\u00ec, raccontano di persone che per scelta di vita o per destino conducono un\u2019esistenza radicalmente diversa, sottraendosi al controllo di qualsiasi regime o potere che non pu\u00f2 fare altro che disinteressarsene. Sono le prostitute, i clochard, i marchettari gay, gli zingari, tutte persone che rappresentano una forza reale, di carne e di sangue. Sono autentici rivoluzionari a mio avviso, il baluardo estremo dell\u2019anarchia. <\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La tua scrittura, originale e poliedrica \u00e8 caratterizzata da vere e proprie montagne russe di registri linguistici e da contrasti sintattici e semantici. Si tratta di una scelta stilistica o della convinzione che la dialettica degli opposti e il chiaroscuro sia l\u2019unica possibile chiave interpretativa della realt\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\n<em>Io\nsono poco neorealista anche se poi finisco inevitabilmente per\nesserlo. In realt\u00e0 a me interessano molto pi\u00f9 i significanti dei\nsignificati, dopodich\u00e9 spetta a chi legge o ascolta cogliere questo\naspetto. Ho un sistema di scrittura personale e di questo sono\nfelice, basato su opposizioni binarie, senz\u2019altro, su chiaroscuri,\nanche musicalmente. Probabilmente ci\u00f2 dipende anche dal fatto che ho\nstudiato per dieci anni musica classica, da privatista, come\nchitarrista. Background di musica classica che si sentir\u00e0 molto nel\nmio prossimo disco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A proposito di progetti futuri, ci puoi dare qualche anticipazione?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Probabilmente per il Salone del libro di Torino uscir\u00e0 il libro \u201cParto\u201d, inteso sia come nascita che come addio, in cui si pu\u00f2 ritrovare anche la figura di Faber. Sono delle mie prose poetiche su tavole di Antonella Spalluto. A settembre, per l\u2019editore Fallone di Taranto, uscir\u00e0 un libro scritto a quattro mani con Giuseppe Cristaldi, intitolato \u201cSubumani. Drammaturgia degli invissuti\u201d. Nel frattempo mi sono dedicato ad alcune soundtrack per vari eventi culturali e per il regista Umberto Baccolo, il quale ha realizzato un lavoro sulle transizioni sessuali giovanili e un corto intitolato \u201cAppena prima della fine del mondo\u201d , in omaggio a Sciol\u00e8. Per Biagio Sgangarella Valvano ho scritto la canzone \u201cMeglio d\u2019inverno\u201d, contenuta in un doppio album in cui canta Fabrizio De Andr\u00e9. Si tratta di un pezzo parlato in cui Fabrizio capisce che non ce la far\u00e0. Infine sto lavorando a un disco, con una impostazione in stile Notturni e delle varianti di stampo classico, con pezzi pi\u00f9 brevi, nel quale vorrei riprendere anche i brani scritti con Faber che non ho inserito in \u201cBenvenuti mostri\u201d, rivedendone le musiche. L\u2019idea sarebbe anche quella di uscire con singolo, scritto con il musicista Salvatore Papotto, intitolato \u201cIl miraggio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Per saperne di pi\u00f9 sull&#8217;artista clicca <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oliviero_Malaspina\"><strong>qui<\/strong><\/a> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Per acquistare il suo ultimo libro clicca <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/prossima-volta-saremo-felici-libro-oliviero-malaspina\/e\/9788895369501?gclid=CjwKCAjwycfkBRAFEiwAnLX5Ic5INIn2is6BdRdWCh08CCiOS7dJX_zIImBpWq1FMdnF_QVDp2f73RoC4yYQAvD_BwE\">qui<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"364\" height=\"595\" src=\"https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/download-19220478504930240078..jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-529\" srcset=\"https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/download-19220478504930240078..jpg 364w, https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/download-19220478504930240078.-184x300.jpg 184w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><figcaption>&#8220;La prossima volta saremo felici&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Per acquistare il suo ultimo album clicca <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Malaspina-Oliviero\/dp\/B00K9TPNRM\">qui<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"229\" height=\"220\" src=\"https:\/\/www.eikasia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/images-58168992108675479783..jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-530\"\/><figcaption>&#8220;Malaspina&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Pasqualina Traccis Lo spazio interviste di Eikasia oggi \u00e8 dedicato al&nbsp;cantautore, scrittore e poeta Oliviero Malaspina. 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