{"id":580,"date":"2019-04-05T17:26:31","date_gmt":"2019-04-05T16:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eikasia.it\/?p=580"},"modified":"2019-04-22T17:21:09","modified_gmt":"2019-04-22T16:21:09","slug":"incontro-con-la-solitudine-racconto-in-progress-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eikasia.it\/index.php\/2019\/04\/05\/incontro-con-la-solitudine-racconto-in-progress-4\/","title":{"rendered":"Incontro con la solitudine: racconto in progress 4"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align:right\">A cura di Zar@<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La citt\u00e0 rende disponibile ci\u00f2 di cui hai bisogno ogni tanto. Le localit\u00e0 pi\u00f9 piccole ci\u00f2 che ti serve ogni giorno e di cui non puoi fare a meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il via vai della gente che si distribuisce tra le auto, gli autobus e i marciapiedi \u00e8 frenetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Tra edonismo e pragmatismo americano, di fronte a me vedo una massa indistinta. Il caos primordiale, il migma originario, indeterminato nella sostanza, omologato nella forma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lo sguardo sulla citt\u00e0 \u00e8 rumore di traffico e mezze parole colte da labbra di ogni et\u00e0, odori neutri o sgradevoli, vetrine, parcheggi e umanit\u00e0 varia. Varia ma, come direbbe Pasolini, indistinguibile. L&#8217;ambulante che baratta il parcheggio con l&#8217;acquisto di calze e fazzoletti, il barbone che chiede l&#8217;elemosina davanti al supermarket, gli stranieri che si guardano intorno e puntano una chiesa dopo aver consultato una guida turistica, le coppie, i single, gli adolescenti in gruppo, i bambini che giocano a strattonarsi, i gazebo che raccolgono firme e offerte per le cause pi\u00f9 varie, la stravaganza banale di chi ostenta una diversit\u00e0 manieristica, le promesse di piaceri e divertimento notturno, l&#8217;ambulanza che sfreccia e, come sottofondo, una babele linguistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere e dover essere coincidono. Ogni cosa \u00e8 al suo posto. Tutto emerge e nulla spicca. Come un fiume in piena, ci\u00f2 che prevale \u00e8 il flusso, non ci\u00f2 che trascina. La massa enorme e uniforme che scorre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ho perso interesse. Per il mondo, per le persone, per l\u2019animo umano. Ogni tanto scorgo qualche anziano, gli unici distinti e distinguibili qui. Ne distingui il linguaggio, verbale e corporeo, il modo di pensare, di agire, di vestirsi e di essere. Sono rimasti gli unici a destare il mio interesse. Forse perch\u00e9 sono gli unici che riconosco, in mezzo alla massa indifferenziata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se ne vanno gli ultimi riconoscibili e in citt\u00e0 sembrano ancora di meno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Li vedi camminare per strada, avanzando come chi non si stupisce perch\u00e9 niente pi\u00f9 desta stupore. Niente sorprende.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Oggi \u00e8 cos\u00ec. Nulla sorprende e tutto indigna, di un&#8217; indignazione di maniera che mi rende insopportabile ogni conversazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Va scomparendo la semiologia di un popolo intesa come codice, comportamento, linguaggio, cultura. Come Spirito. Al suo posto, il prodotto della globalizzazione modernistica e totalitaria del consumo. Un&#8217;umanit\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 natura n\u00e9 spirito. Smaniosa di consumare, di esibire, di apparire. Ansiosa di adattarsi, di uniformarsi, di perdersi in questa tirannide leggera e giocosa, piena di niente e vuota di tutto. Adagiata nel benessere e rammollita dalle comodit\u00e0 senza le quali non \u00e8 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La verit\u00e0 \u00e8 che oggi o consumi o sei fuori dal consumo e dal mondo che \u00e8 improntato sul consumo, ma sempre con un piede dentro. Non ci sono alternative. Non ci sono pi\u00f9. Nessuno si difende pi\u00f9 perch\u00e9 non sa di doverlo fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Guardi le persone. Le guardi e sono tutte uguali. Le ascolti e hai la stessa impressione. Categorizzabili e nello stesso tempo indistinguibili. Sono \u201cgay\u201d, \u201cetero\u201d, \u201ctrans\u201d, \u201cbianchi\u201d, \u201cneri\u201d, \u201ccittadini\u201d, \u201cstranieri\u201d, \u201cbenestanti\u201d, \u201cbarboni\u201d, \u201cprostitute\u201d, \u201cdi destra\u201d e \u201cdi sinistra\u201d. Sono tutto e non ancora uomini. O non pi\u00f9 uomini. Sono consumatori. Li accomuna il pensiero, il linguaggio, ci\u00f2 a cui ambiscono, il modo di comportarsi, di essere o di arrendersi al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Li accomuna ci\u00f2 che hanno o ci\u00f2 che vorrebbero avere per essere. Nel loro essere per consumare o consumare per essere, sono indistinguibili. A distribuire questa massa informe nelle varie categorie \u00e8 la forma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La sostanza \u00e8 omologazione e indifferenziazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il barbone e l\u2019ambulante sono vestiti allo stesso modo dell\u2019adolescente, dell\u2019operaio e dell\u2019impiegato. Marchio pi\u00f9 marchio meno. Se li senti parlare sono entrambi un concentrato di luoghi comuni, egoismi, egocentrismo e disinteresse per l&#8217;altro da s\u00e9. Sono una logorrea di problemi personali e disagio. Problemi e disagio che hanno un nome, una certificazione, un alibi. Hanno un ente o un\u2019associazione che li gestisce, un prete che li assolve e la stessa mancanza di volont\u00e0. La stessa presunzione di libert\u00e0. Lo stesso rammollimento di tutto e di tutti. La stessa resa alla societ\u00e0 dei consumi e alla massificazione delle coscienze e delle esistenze. La stessa intollerante tolleranza. La stessa appartenenza ad altro, ma non a se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lo stesso esser dentro. Lo stesso esser fuori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Mi ha stancato anche la retorica del diverso. L&#8217;esaltazione di questa o quella sottocategoria umana. Dov&#8217;\u00e8 la diversit\u00e0? Non la vedo. Non c\u2019\u00e8. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non vedo un solo atto di ribellione nella popolazione giovane e meno giovane ma non ancora anziana. Solo abbandono o fuga. In ogni caso resa incondizionata. Il consumismo vince e nessuno resiste perch\u00e9 nessuno ha consapevolezza del nemico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Mi aggrappo dunque agli ultimi distinti, gli anziani, pendo dalle loro parole di terra, di vino e sudore. Ne ascolto le storie di gnomi, fate e costellazioni. Mi perdo nelle foto ingiallite, negli sguardi genuini di fame, di rabbia e di vita. Mi abbevero delle chiuse granitiche alle frivolezze, al luogo comune, all\u2019inconsistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ne osservo il vestiario da museo etno-antropologico. Mi incantano i loro volti rugosi, le mani sapienti e gli occhi sul mondo. Mi commuove saperli capaci di ascoltare. Il mostrare interesse di chi prova realmente interesse. La capacit\u00e0 di essere se stesso e nient&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Li guardo cercando di carpire un segreto che non possono trasmettermi. Sono figlia di questo mondo, mi piaccia o no. Io sono massa indistinta, al pari degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ho perso interesse e ho smesso di mostrarlo. Non me lo aspetto pi\u00f9. E chi lo simula non mi fa pi\u00f9 rabbia, ma tenerezza. Provo compassione per chi pensa che possa bastarmi. Per chi si sforza di recitare una parte, pensando che sia indispensabile per ottenere da me ci\u00f2 che vuole. Pensano di comprarmi, di consumarmi, perch\u00e9 non sono capaci di fare altro. Non sanno e non possono esser altro, se non consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Compatiscono o condannano la mia solitudine, ma non colgono la loro. Questo inganno di socialit\u00e0, di emancipazione, di atomistica autorealizzazione o autoesclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Hanno sentito, letto, sperimentato che cos\u00ec va il mondo. Seguono il passo e sgomitano per arrivare primi. Vanno, ma non arrivano mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Io li guardo da fuori e da lontano. E mi annoiano, profondamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Zar@ La citt\u00e0 rende disponibile ci\u00f2 di cui hai bisogno ogni tanto. Le localit\u00e0 pi\u00f9 piccole ci\u00f2 che ti serve ogni giorno e di cui non puoi fare a meno. Il via vai della gente che si distribuisce tra le auto, gli autobus e i marciapiedi \u00e8 frenetico. 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