“Il Suonatore Faber”, a Zevio stage su testi e musiche di Fabrizio De André.

Leggendo il titolo dell’evento:Il suonatore Faber”, il pensiero va immediatamente alla canzone contenuta nell’Album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” di Fabrizio de André, all’enormità della poesia che si fa musica.

Il suonatore Jones, uno dei personaggi ispirati all’Antologia di Spoon River del poeta statunitense Edgar Lee Master, era anche uno dei preferiti del grande cantautore, con il quale pare che in qualche modo si identificasse.

Faber in fondo era questo: un suonatore (“pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra”).

I suoni sono parole e accordi, voci di una realtà e di un’umanità scandagliate nella loro complessa e variegata fenomenologia. Suoni che De André, negli ultimi anni, ha condiviso con gli artisti Michele Ascolese e Oliviero Malaspina.

Il primo è stato il suo chitarrista dal 1991 fino all’anno della scomparsa. Il secondo, poeta, scrittore, cantautore e produttore, ha aperto i concerti dell’ultimo tour ed è stato l’ultimo coautore di Faber per i Notturni, opera inedita. Saranno proprio Ascolese e Malaspina a tenere lo stage su “musica, canzoni e testi di Fabrizio de André”, organizzato dall’Accademia “Maria Callas” di Zevio, che si svolgerà nelle giornate del 29 e 30 novembre e del 1 dicembre.

Lo stage è rivolto a singoli musicisti, poeti, cantanti e gruppi musicali e più in generale a chiunque voglia arricchirsi, attingendo al patrimonio consegnato alla storia della musica da De André e approfittando della maestria e dell’esperienza dei suoi ultimi collaboratori.

Inoltre i partecipanti, il 2 dicembre, avranno l’occasione di esibirsi in concerto presso la Sala Concerti del Centro Culturale della cittadina veneta.

Coloro che ambiscono a fare buona musica o che semplicemente la amano sono avvisati.

 Per informazioni e iscrizioni:

olivieromalaspina@mail.com;

mascolese807@gmail.com

Poesia di Cesare Pavese

Tratta da: La terra e la morte

Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate.

Cento anni dalla Grande Guerra

A novembre 2018 saranno passati cento anni dalla fine dell’utile strage della Prima guerra mondiale, iniziata nel luglio del 1014. Una lunga e logorante guerra di trincea che ha causato più di dieci milioni di vittime. Ad essa sono stati dedicati alcuni dei versi più forti, incisivo e strazianti e forti della poesia in ogni parte del mondo. Memoria indelebile di ciò che è stato e di ciò che ancora potrebbe essere per un’umanità sconfitta dalla sua stessa rapacità. Ricordiamo questa ricorrenza con i versi di Ungaretti, poeta e reduce della Grande guerra.

Soldati

Giuseppe Ungaretti

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.