Redazione
Stare dalla parte della maggioranza è un bisogno naturale, inconscio, sfruttarlo è abbastanza facile. Chi ha sperimentato l’esclusione e l’autoesclusione, talvolta preventiva, sa cosa vuol dire essere minoranza, ma soprattutto individuo. Non è facile.
A meno di non avere un disturbo come ad esempio la sindrome di Asperger, essere conformi è il nostro modo di crescere e di vivere in società. Anche chi differisce aderisce ad un modello altro, cui si conforma.
Che tu sia minoranza o maggioranza, se vivi in società sei costretto a conformarti e sei strumento di qualcosa di più grande e di qualcuno di più potente di te. Ogni relazione è verticale, caratterizzata da un esercizio di potere.
L’individuo non ha altra possibilità per affermare se stesso e per essere totalmente libero che vivere in un’isola deserta (dopodiché se la vede con la natura). Tuttavia nessuno vorrebbe vivere isolato dal mondo e in compagnia di se stesso. Nemmeno io.
Sapete qual è il modo migliore di controllare? Massificare, omologare, sfruttare il bisogno di stare dalla parte della maggioranza, di andare in una certa direzione perché “tutti lo stanno facendo”.
Questo è solo un modo però.
L’altro è il suo contrario: isolare, atomizzare, spezzare i legami comunitari e identitari, in modo da individuare il bersaglio, sproteggerlo e mirare a colpo sicuro.
L’individualismo è l’altro efficacissimo meccanismo di controllo.
Si tratta di distruggere ogni baluardo difensivo (etico, culturale, sociale) presentandolo come gabbia. Ti convincono che stai abbattendo le pareti di una prigione, mentre stai buttando giù la fortezza che ti ha difeso fino a quel momento. Ti spingono a emanciparti, a liberarti da ogni vincolo interiore o esteriore, col pretesto di sottrarti alle grinfie di un potere oppressivo, per poterti controllare meglio e al suo posto, dopo averti isolato e reso inoffensivo.
E tu ti senti libero come non mai, mentre dovresti sentirti prigioniero più di sempre, perché hai perduto definitivamente ogni speranza di libertà.
È il bisogno che muove e tu non sentirai più il bisogno di essere libero.
Una volta diventato niente e nessuno, ti ritrovi ad essere in balia di un potere subdolo e meschino, che non ti impone nulla, ma ti fa fare tutto ciò che vuole.
Un solo gregge e nessun padrone…
Chi additerai per questa nuova prigionia, contro chi rivolgerai il pugno chiuso quando non riuscirai a tenere il passo di questa nuova libertà? Contro chi imprecherai quando la sanità pubblica sarà privatizzata e svenduta allo straniero come altre realtà? Quando il modello americano sarà per intero realtà. Contro te stesso, forse? Perché sei tu l’unico responsabile di tutto questo.
Essere massa significa esporsi al controllo. Essere comunità significa proteggersi dal controllo. Essere qualcosa, qualcuno, significa opporre resistenza a chi tenta di plasmarti, avendo tu già una forma. Essere niente e nessuno significa diventare tutto ciò che si è deciso che dobbiamo diventare.
Non siamo massa! Siamo qualcosa, qualcuno!
Sapere aude.







