Recensione: L’uomo a una dimensione, Herbert Marcuse

Redazione

Vi proponiamo la recensione di un classico della filosofia contemporanea: L’uomo a una dimensione di Herbert Marcuse, pubblicato da Einaudi.

Sebbene si tratti di un’opera del 1964, la lucida analisi del filosofo della Scuola di Francoforte presenta aspetti di straordinaria attualità.

Marcuse descrive la “confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libertà” che “prevale nella civiltà industriale avanzata, segno di progresso tecnico”.  La società  nella quale viviamo è in gran parte questa, caratterizzata com’è dal dominio tecnico dell’uomo sulla natura e dal dominio della tecnica sull’uomo. Una società apparentemente razionale e tesa al progresso, in cui diminuisce il peso del lavoro per l’uomo  e si va incontro ad un benessere collettivo e a una libertà sempre maggiori.

In realtà si tratta di una razionalità apparente e funzionale agli interessi costituiti, mentre il confort del benessere e l’apparente libertà individuale impediscono di cogliere le contraddizioni feroci che ancora caratterizzano la nostra società. L’apparato tecnico di dominio e i media manipolano i nostri bisogni, spacciando per  interessi generali quelli che sono gli interessi particolari di alcuni.

Per farlo utilizzano un linguaggio anti dialettico che agisce sull’inconscio e sottrae i messaggi veicolati alla riflessione critica. Incatenati ad una realtà apparentemente razionale e giusta, agiamo come schiavi inconsapevoli in funzione di bisogni e interessi non nostri. Siamo uomini a una dimensione, che aderiscono spontaneamente a comandi suggestivi, quali quelli espressi dalle proposizioni pubblicitarie.

Il libro analizza anche il contesto storico di paura della guerra e tensione continua, tipico dell’età bipolare e sprona al recupero della coscienza autentica della realtà superando l’illusione della “coscienza felice”, alla negazione di questa società con il suo carattere repressivo e tendenzialmente  totalitario.

Si tratta di un testo complesso, ma scorrevole e senza dubbio interessante,  persino accattivante nella prospettiva che palesa. Una lettura immancabile per gli amanti della filosofia, ma anche per chi vuole comprendere un po’ meglio la realtà nella quale viviamo.


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