Socialnoia

A cura di Anna S.

Instagram, Facebook, Twitter. Tik Tok no, sono troppo anziana per questo e mi resta un po’ di dignità.

Social sì social no, il grande dilemma. Sbaglia chi se ne tiene alla larga? La domanda vera è come ci riesca.

Sono così accattivanti, nella loro promessa di notorietà, nelle dosi quotidiane di gossip, nell’illusione dell’amicizia universale. Come esimersi dall’apparire. Colta, sexy, bella, ironica, esperta, buona, cattiva, informata, fluida, glamour, sei ciò che vuoi essere o meglio ciò che devi essere per colpire, piacere, maturare consenso, ottenere visibilità.

Ti sei riempita di filtri e l’hai sparata nel modo consueto, solito, collaudato, da manuale della perfetta nullità.

Col tempo ci prendi la mano e diventi una professionista del sociale, del civile e dell’incivile. Capita anche che ti svegli una mattina e ti ritrovi influencer, con migliaia di follower. Migliaia! Che avrai mai fatto di tanto speciale da meritare tanta attenzione?

Banalità scintillanti, tette in vista e finta trasgressione: il gioco è presto fatto.

In alternativa puoi buttarla sull’ironia, macinare meme, scopiazzare stili di risata. L’intellettuale, anche quello ha un suo perché. C’è spazio per tutti.

Ogni giornata è speciale, nei social, anzi internazionale. Oggi i cani, domani le donne, dopodomani il salto in alto. Si celebra, tutti insieme e lontani anni luce l’uno dall’altro, l’inconsistenza di massa targata 2022.

Sapete che vi dico? Mi sono stancata di ogni persona, post, news che vedo nei social network. Ripetitivo, finto, gravitante intorno ai soliti temi, impastato di rituali collettivi, tristemente omologante. Che barba che noia, diceva la simpatica Sandra Mondaini.

Lo dico anch’io, mentre scorro le notizie in bacheca.

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